sabato 2 marzo 2013

Assassinio a San Valentino, il colpo di coda!

Due amiche giurate hanno voluto regalare al blog la loro visione di un racconto in tema col contest.
Ecco per voi due fuori gara molto interessanti, di Laura Gay e Maria Masella.



AMORE E MORTE
di Laura Gay


New York, 14 febbraio 2013, ore 20:00

Il tenente Samantha Reed si inginocchiò davanti al corpo senza vita, riverso sul pavimento. Si trattava di un uomo sulla cinquantina, coi capelli corti e brizzolati. Gli occhi, sbarrati, di un colore a metà fra il grigio e l’azzurro. Era immerso in un lago di sangue.
Sollevò lo sguardo fino a incontrare quello dell’agente Morrison, in piedi accanto a lei.
– Chi è la vittima?
– Un uomo d’affari. Il suo nome è William Cox. Sposato, senza figli. Fedina penale pulita.
Samantha annuì e si guardò attorno. L’appartamento era piuttosto piccolo, ma dotato di tutte le comodità. Tappeti Aubusson, pavimenti di marmo, un grande letto a baldacchino con lenzuola di raso: evidentemente la vittima amava le antichità ed era schifosamente ricca.
– In che modo è stata uccisa?
Morrison si infilò la mano in tasca e tirò fuori un sacchetto di plastica. – Arma da fuoco: una glock 36. Un bel gioiellino.
– Mmm, falla avere alla Scientifica. Voglio che controllino se ci sono delle impronte.
Morrison sospirò e si infilò di nuovo il sacchetto in tasca. – Brutto giorno per un omicidio, vero, tenente? Mia moglie chiederà la mia testa quando la informerò che rientrerò tardi, stanotte. Voleva festeggiare con una cenetta romantica. Ha persino mandato i bambini a dormire dai nonni.
Samantha sogghignò. Morrison era un omone alto un metro e novanta e metteva quasi paura, a guardarlo. Però era un pezzo di pane. A casa sua era senz’altro la moglie a portare i pantaloni.
– A chi lo dici. Aspetta che avvisi Alex dello straordinario di stasera… non sarà affatto contento.
Alex Mitchell era il suo fidanzato da tre mesi. Un vero record per lei, che non portava mai avanti una relazione per più di una settimana.
Come se si fosse ricordata solo in quel momento del suo appuntamento di quella sera, Samantha prese il cellulare e compose in fretta il numero del fidanzato.
Alex rispose al terzo squillo. – Sam, dove sei? – la sua voce, dal tono fermo, sembrava vagamente preoccupata.
– C’è stato un omicidio. Sono sul luogo del delitto, fra la nona e la ventunesima strada. Mi spiace, ma dovremo rimandare la cena di stasera.
– Come? Ma è San Valentino!
– Vallo a dire all’assassino. Forse se ne sarà dimenticato.
Il suo sarcasmo lo irritò. Samantha lo intuì dal silenzio che seguì. Ma lei cosa poteva farci? Era un poliziotto, Cristo, e per i poliziotti non esistevano Natale, Pasqua o San Valentino, che lei, tra l’altro, considerava una festa assai sopravvalutata. C’era bisogno di un giorno particolare per celebrare l’amore? Lei odiava le sdolcinatezze e Alex lo sapeva.
Lui probabilmente contò fino a dieci prima di risponderle. – Non parlarmi con quel tono, Sam. Sai che non lo sopporto. Non mi importa quanto farai tardi, ma voglio che tu mi raggiunga quando avrai finito.
– D’accordo. Ci proverò.
– Ah, Sam…?
– Dimmi.
– Ti amo.
Lei trattenne il fiato. Ancora non riusciva a confessargli i suoi sentimenti, forse perché non aveva capito esattamente cosa la unisse a lui. Alex era un uomo affascinante, enigmatico, ed era incredibilmente bravo a letto. Tuttavia lei non era fatta per le storie d’amore.
Sospirò. – Sarò da te al più presto – disse, sbrigativa. Poi riattaccò e si rivolse a Morrison. 
– C’è dell’altro?
– Sì, abbiamo trovato questo, accanto alla vittima.
Morrison consegnò a Samantha un altro sacchettino di plastica. Lei lo prese e ne esaminò attentamente il contenuto.
– Un orecchino di perla. Fa esaminare anche questo. Voglio i risultati sulla mia scrivania, domani mattina.
Morrison ridacchiò. – I ragazzi della scientifica non saranno contenti.
Samantha non commentò. Girò i tacchi e lasciò la stanza. Aveva ancora un mucchio di lavoro da sbrigare, in centrale. Non intendeva perdere tempo.

* * * * * * * *

Mezzanotte era passata da un pezzo quando il tenente Reed raggiunse l’elegante dimora di Alexander Mitchell. La settimana prima lui le aveva dato le chiavi, affinché potesse entrare e uscire a suo piacimento. Bene, almeno non avrebbe svegliato l’intera servitù.
Mentre si introduceva all’interno della villa sospirò. I Mitchell erano una delle più importanti famiglie di New York. Il padre di Alex era un senatore molto stimato e sua madre un’ ereditiera. Questo avrebbe dovuto dissuaderla dall’avere una relazione con lui: erano troppo diversi.
Lei era cresciuta nei bassifondi della città e aveva dovuto lottare per avere il posto che occupava nella polizia. Alex invece aveva sempre avuto la strada spianata: finito il college, aveva frequentato una delle università più prestigiose e, in seguito, aveva fondato una sua società. Possedeva più soldi di quanto lei stessa potesse immaginare.
Chiedendosi per l’ennesima volta perché si trovava lì, si diresse verso l’immensa sala da pranzo. Probabilmente lui aveva già cenato, ma aveva visto la luce filtrare attraverso la porta. Di sicuro la stava ancora aspettando.
Imprecando mentalmente aprì la porta e lo vide. Era seduto a tavola con un bicchiere di brandy in mano.
– Suppongo di essere arrivata un po’ tardi per la cena – disse, entrando. Lui sollevò uno sguardo pigro su di lei e il suo cuore perse un battito. Dio, era sfacciatamente bello.
Alex posò il bicchiere e si alzò per andarle incontro. – Ho ordinato una cena fredda. Quindi, no. Non sei in ritardo.
Lei non riuscì a staccargli gli occhi di dosso. Alto e con le spalle ampie, il suo fidanzato indossava un paio di jeans scoloriti che mettevano in risalto le sue cosce muscolose. Oltre ai jeans, portava una semplice maglietta di cotone, nera. Era terribilmente sexy.
– Alex – mormorò, quando lui fu così vicino da poter sentire il suo fiato sul collo.
Gli occhi blu di Alex incatenarono i suoi. – Mi sei mancata, Sam.
Lei sdrammatizzò: – Be’, non ci vediamo solo da ieri sera.
– Sai cosa intendo dire.
Le mani di Alex scivolarono sulle sue spalle. Lei ne avvertì la pressione sulla pelle e un brivido caldo le serpeggiò nelle vene. Com’era possibile che lui le facesse ogni volta quell’effetto? Era come una droga.
– Baciami – gli disse, senza poter più aspettare. Voleva sentire il suo corpo solido contro il proprio e dimenticare le ore trascorse in centrale, a esaminare file e compilare moduli. Purtroppo c’era ancora troppa burocrazia.
Alex sorrise. Un sorriso lento e seducente. – Ho l’impressione che anche tu abbia sentito la mia mancanza. Fai tanto la dura, ma…
– Oh, stai zitto e baciami!
Lui non se lo fece ripetere. Le catturò le labbra, invadendole la bocca con la lingua. Alex sapeva come baciare una donna. Il suo sapore la inebriò, mentre un intenso desiderio si impossessava delle sue facoltà mentali. Gli era mancato davvero e quella consapevolezza la sorprese. Fino a quel momento non aveva mai avuto bisogno di nessuno: lei era un cuore solitario. Ma Alex stava vincendo tutte le sue difese, lasciandola in balia di un sentimento di cui aveva una paura folle: l’amore.
Fu con fatica che si staccò da lui. – Andiamo di sopra.
Lui ridacchiò. – Sono molto tentato, ma non abbiamo ancora cenato. Sarai affamata.
– Sì, ma non di cibo.
Samantha insinuò una mano sotto la sua maglietta, accarezzandogli il petto. La sua pelle era bollente. Era eccitato, proprio come lei.
– Coraggio: hai appena detto di aver fatto preparare una cena fredda. Quindi non si rovinerà, se prima saliamo di sopra a divertirci un po’.
Gli mordicchiò il lobo di un orecchio, strappandogli un gemito. Quello che le ci voleva era un po’ di sesso. Sesso selvaggio, per allontanare lo stress di una giornata di lavoro. In fondo era San Valentino, no? A cosa serviva la festa degli innamorati, se non a fare sesso?
– Sei una strega, lo sai? – fece lui, prendendola per mano. – Dannazione, mi hai convinto.

* * * * * * * *

Salirono le scale a due a due e, quando furono nella camera di Alex, lui chiuse la porta con un calcio. Intanto, Samantha si era liberata delle scarpe e del pullover di lana. Sotto indossava un reggiseno nero di pizzo, che aveva comprato apposta per quell’occasione. La faceva sentire sexy.
Quando ebbe lasciato cadere anche la gonna di jeans, cercò Alex con lo sguardo.
Lui si era andato a sedere sul letto, la schiena appoggiata ai cuscini e le braccia incrociate sul petto, come in attesa.
Corrugò la fronte – Be’, tu non ti spogli?
Un sorriso pigro gli incurvò le labbra – Volevo godermi lo spettacolo. Dai, vieni qui.
Samantha non se lo fece ripetere e lo raggiunse, inginocchiandosi sul materasso di fronte a lui. Indossava ancora il reggiseno, gli slip e le calze autoreggenti nere.
Lui le fece segno col dito di avvicinarsi di più, senza staccare gli occhi dai suoi.
Samantha si sentiva il cuore in gola. Solo lui le faceva quell’effetto: le gambe divennero di gelatina, mentre le guance si arrossavano. Solo con un tremendo sforzo di volontà riuscì a mettersi a cavalcioni su di lui.
– E ora che mi hai qui, cosa hai intenzione di fare? – chiese, in un sussurro.
Alex inclinò la testa, avvicinando le labbra al suo seno. Si fermò solo quando furono talmente vicine a un capezzolo, da poterlo sfiorare.
– Questo – rispose, con voce roca.
La tensione sessuale era a mille. Samantha avrebbe voluto gridare, quando infine la bocca di Alex calò su di lei succhiando il capezzolo, attraverso il pizzo del reggiseno.
Cielo, avrebbe potuto farla venire solo così. Chiuse gli occhi, mentre lui si dedicava all’altro capezzolo.
– Carino il tuo reggiseno – le disse Alex, staccandosi. – Ora toglilo.
Samantha era così accaldata da sentirsi impacciata nei movimenti, come una ragazzina inesperta. Come diavolo faceva a ridurla in quello stato, ogni volta? Con mani tremanti slacciò il reggiseno e lo lanciò lontano. La corrente d’aria fredda che percepì sui capezzoli, bagnati della sua saliva, li fece diventare duri come sassolini. Quando Alex ne strinse uno, tra il pollice e l’indice, Samantha sentì come una scossa elettrica che si irradiò dal suo seno fino alle mutandine.
Era terribilmente eccitata.
– Alex, ti voglio. Adesso.
Si protese verso di lui per togliergli la maglietta. Voleva… no, doveva sentire la sua pelle calda, sotto le mani. Gli accarezzò i pettorali scolpiti, fino ad arrivare alla cerniera dei Jeans.
Lui rise. Una risata roca, gutturale e tremendamente sexy.
– Siamo impazienti, Sam?
Lei liberò la sua erezione dai jeans e, mentre l’accarezzava lentamente, su e giù, lo vide abbassare le palpebre e sospirare.
– Adesso chi è impaziente, Alex? – il suo sguardo era vittorioso. – Vuoi che smetta?
– Sei una dannata strega!
Ridendo, Samantha si tolse le mutandine e, aiutandosi con la mano, introdusse il membro palpitante di Alex dentro di lei. Le parole non avrebbero potuto descrivere il piacere che provò in quel momento, sentendosi un tutt’uno con lui. Incatenò gli occhi ai suoi e continuarono a guardarsi, mentre si muoveva piano, su di lui. Quello non era solo sesso. Era qualcosa di più. Qualcosa che non riusciva a spiegare nemmeno a se stessa.

* * * * * * * *

Dopo l’amplesso, mentre giaceva rilassata fra le braccia di Alex, Samantha cominciò a sentirsi inquieta.
Lanciò un’occhiata alla sveglia digitale, posata sul comodino. – Si è fatto tardi, forse dovrei andare.
Lui strofinò il naso contro il suo collo. – Mmm, perché non ti fermi a dormire?
Samantha si irrigidì. Non si sentiva pronta per quello. Aveva bisogno dei suoi spazi e non le andava di condividerli, nemmeno con un uomo dal fascino magnetico come Alex.
– Devo alzarmi presto domani mattina e non riuscirei a dormire con te accanto – una risatina la scosse. – Ti ho già detto che sei un vero stallone?
– No, ma lo prendo come un complimento. Davvero, Sam: dovresti fermarti a dormire. Sei stanca e non hai nemmeno cenato. Prometto che farò il bravo e ti lascerò riposare.
Lei si mise a sedere, passandosi una mano fra i capelli corti. Li teneva così perché erano più comodi e, per fortuna, ad Alex non dispiaceva. Sosteneva che i suoi capelli corti, sempre spettinati, fossero dannatamente sexy.
– Mi piacerebbe. Sul serio. Ma domani avrò una giornata pesante. Ci sono varie persone da interrogare e…
– Sam?
– Sì?
– Non insultare la mia intelligenza. Queste sono scuse. Per quale motivo dormire nel mio letto ti getta nel panico in questo modo?
Lei si morse il labbro, scendendo dal letto e cominciando a raccogliere i propri indumenti, sparsi sul pavimento.
– Alex, per favore, dammi tempo.
Una risata stizzita la colse di sorpresa. Era irritato. Forse più che irritato e se l’era andata a cercare, solo che… non poteva e basta.
Gli lanciò un’occhiata in tralice, mentre si rivestiva in fretta. – Ti chiamo domani.
– Sam, non farmi sentire come un dannato idiota. Non mi piace essere usato solo per il sesso.
Lei ridacchiò. Era nervosa e, quando si innervosiva, finiva sempre per peggiorare le cose.
Gli si avvicinò per posargli un bacio lieve sulle labbra. – Credevo che a voi maschietti piacesse fare sesso, senza impegni.
Alex le afferrò il polso, stringendolo in una morsa. – Se cercassi solo una facile scopata, non avrei bisogno di te, tenente Reed. Ci sono centinaia di donne disposte a venire a letto con me.
– Non ne dubito. Ma ti eccitano allo stesso modo?
Il lampo d’odio che lesse nei suoi occhi blu notte le fece capire di avere esagerato, ma era troppo tardi per rimangiarsi quelle parole stupide.
– Buona notte, Alex – disse, infilandosi le scarpe e avviandosi verso la porta.
Lui non le rispose.

* * * * * * * *

Samantha trascorse l’intera notte a esaminare le foto scattate sul luogo del delitto. Qualsiasi cosa era meglio dei cupi pensieri che l’avevano assalita dopo aver lasciato la casa di Alex.
Quando iniziò gli interrogatori, la mattina seguente, aveva un forte mal di testa e una fame da lupi. Neppure il caffè della centrale riuscì a darle sollievo.
Ascoltò con impazienza le lacrime della vedova dall’aria inconsolabile. Eppure, dalle informazioni che aveva raccolto, i due coniugi erano sul punto di divorziare. Considerato il fatto che lui si scopava un'altra, le suonava un po’ strana tutta quella disperazione.
– È stata quella donna! – gridò, prima di soffiarsi il naso. Non ci fu bisogno di chiederle a chi si riferisse.
– Cosa glielo fa pensare? La loro relazione procedeva a gonfie vele. Perché mai avrebbe dovuto assassinare il suo ex marito?
– Lui non era il mio ex marito! D’accordo, c’erano stati dei dissapori fra noi, ma avevamo intenzione di tornare insieme. Lui era andato da lei per dirglielo.
Samantha registrò quell’informazione e si voltò verso l’agente Morrison. – Metti a verbale.
– Sì, tenente.
Riportò l’attenzione sulla vedova. Era una donna elegante, con capelli biondi, striati d’argento. Al collo portava una collana di perle. Aggrottò la fronte. – Bella collana – disse con noncuranza.
– Come, prego?
Samantha indicò il gioiello. – Adoro le perle. Quella collana sarebbe perfetta insieme a un paio di orecchini della stessa fattura.
Il viso della donna si rabbuiò. Nervosismo? No, sembrava piuttosto imbarazzata.
– È un regalo del mio ex amante. Probabilmente avrei dovuto restituirgliela l’altra sera, quando abbiamo rotto, insieme agli orecchini che mi ha portato. Erano fatti con lo stesso tipo di perle. Mi disse che erano perfetti abbinati alla collana.
Un sospiro. – Quella sera gli ho raccontato di Will. Del fatto che pensavamo di tornare insieme. Non volevo farlo soffrire, io…
La vedova riprese a piangere, stringendo il fazzoletto convulsamente, fra le mani. Non sembrava mentire. Il suo dolore era autentico.
– Può dirmi il nome del suo amante, Mrs Cox?
Lei sollevò lo sguardo, quasi non avesse capito bene la domanda. – Il suo nome? – un altro sospiro. – Avevo una relazione con George Hunter, il migliore amico di Will. Credevo che lo sapesse. Non l’ha già interrogato?
Samantha annuì, gettando un’occhiata di intesa all’agente Morrison. – Sì, è stato il primo ad essere interrogato. Ma non ha fatto alcun accenno alla vostra relazione.
La vedova scrollò le spalle. – George è una persona molto riservata.
– Non ho dubbi in proposito.
Talmente riservata da aver omesso un particolare fondamentale nelle indagini. Lui e la moglie della vittima se la spassavano alla grande, finché lei non ha troncato la relazione per tornare fra le braccia del marito. A quel punto, roso dalla rabbia, Mr Hunter ha raggiunto l’amico nel suo appartamento da scapolo e gli ha sparato al cuore. Probabilmente ha lasciato cadere l’orecchino per depistaggio, inducendo la polizia a sospettare di una donna.
– Una mossa molto astuta – fece Morrison, intuendo i suoi pensieri.
Lei sorrise. – Può andare, Mrs Cox. Ci è stata di grande aiuto.
Samantha osservò la donna allontanarsi, con la fronte corrugata. Un attimo dopo, il collega della scientifica fece capolino dalla porta.
– Hai i risultati?
– Sì, tenente. Non ci crederà mai…
– Ci sono le impronte di Mr Hunter?
– Come fa a saperlo? – La sua espressione stupita era quasi comica. E così Hunter non si era neppure preoccupato di indossare un paio di guanti o di eliminare le impronte. Spesso chi commetteva omicidi passionali faceva errori pateticamente stupidi.
Senza rispondere, Samantha si alzò dalla sua sedia e si avviò verso l’uscita. Stava per lasciare la centrale quando si trovò di fronte Alex, l’espressione leggermente accigliata.
Il cuore accelerò i battiti. – Cosa ci fai qui? – fece in un sussurro.
– Non volevo venire, ma non ce la faccio a starti lontano. Sam, se fra noi è finita voglio che tu me lo dica chiaramente. Sto impazzendo senza di te.
Samantha accorciò la distanza fra loro, senza staccare un attimo gli occhi dai suoi. – Grazie per essere venuto. Sono una perfetta idiota, non è vero? Stavo per rovinare tutto perché non avevo il coraggio di dirti quanto ti amo.
Lui trasalì. – Cosa hai detto? Ripetilo.
Lei rise. – Ho detto che ti amo, Alex Mitchell.
In un attimo si ritrovò avvinghiata a lui, le labbra premute contro le sue. Quando si staccarono aveva il cuore in gola. – Ora devo andare – fece, riluttante. – Ti raggiungo stasera. Se non sbaglio, ti sono debitrice di una cena.
Alex appoggiò la fronte alla sua. – Perché stasera e non ora? Al diavolo la cena, ho voglia di te. Ti voglio nuda, nel mio letto.
Samantha rise più forte. – Sono decisamente tentata, ma non posso. Ho un assassino da arrestare.



SERIAL KILLER DI SAN VALENTINO
Maria Masella
Sono qui, con il mio bell’abito rosso scintillante, in un letto di seta bianca candida come la neve.
Sono qui, in attesa dell’assassino che strazierà il mio corpo scuro e morbido traendone un sottile piacere.
Come sarà?
Spero che le sue labbra mi degnino almeno di un bacio.
Spero che, dopo aver consumato il feroce amplesso, si ricordi di me.
Ecco, sì, questo desidero! Che almeno per quei brevi momenti mi pensi e mi assapori con calma e non in fretta, come fossi cosa da nulla.
Che prima di uccidere ancora lasci passare quei pochi momenti tutti per me, per noi due.
Ecco, sento la mano che scosta la cortina di pizzo. Mano delicata e vogliosa.
Mi solleva dal mio letto di candida seta, lentamente.
Ma rapido, già frettoloso e senza riguardo, è il gesto con cui lacera la mia lucida veste rossa scintillante. L’abito indossato per un unico incontro.
Sento le sue labbra sul mio corpo scuro e setoso e immagino la lingua che mi accarezzerà e i denti che mi strazieranno fino a raggiungere la mia anima morbida e dolce.
E sto già morendo nella sua bocca ormai dolce di me quando sento la voce d’uomo: — Buon Valentino, amor mio. So che ti piacciono i cioccolatini.
E lei si lecca le labbra che hanno il mio dolce sapore di finissimo cioccolato. — Buonissimo… Ora ne mangio un altro!

 

venerdì 1 marzo 2013

Assassinio a San Valentino: i vincitori!

Buongiorno!

Non ho annunci speciali da fare dato che i vincitori del contest sono banalmente individuabili da tutti!

Irene e Diego hanno accumulato tantissimi consensi nel pubblico, quindi le mie, nostre, congratulazioni sono ovvie!
Complimenti per il vostro Uomo perfetto... o meglio assassinio perfetto!

Voglio invece ringraziare tutti:
I partecipanti, per essersi messi in gioco con i loro lavori, più o meno apprezzati non importa, io li ringrazio tutti, nessuno escluso e li apprezzo tanto!

La giuria che ha valutato con obiettività e rigore.

I votanti che hanno permesso il verdetto finale.

E i commentatori, che hanno avuto il coraggio e la disponibilità a mostrare il loro gradimento, o la loro critica, per aiutare gli autori nel loro cammino verso il miglioramento continuo.

In particolare ringrazioo tre amiche (Dotty, Marianna e Ladymacbeth) per essere state esaustive e aver commentato ogni finalista.

Vi prego di contattarmi in privato per la riscossione del premio.

martedì 26 febbraio 2013

ROMA 42 D.C. Cuore Nemico di Adele Vieri Castellano






Adele Vieri Castellano
Roma 42 d.C.
Cuore Nemico

Pagine 448
10 euro

In libreria dal 31 gennaio
  






Dalle selvagge foreste germaniche ai fasti, ai palazzi, ai templi della Roma antica, una storia di passione, ribellione e tradimento che vi trascinerà in un turbine di emozioni e colpi di scena con indimenticabili protagonisti.
Il legato Marco Quinto Rufo, uomo di estrema forza e coraggio, è di stanza a Mogontiacum, ultimo avamposto dell’Impero Romano in terra germanica; a lui il compito di asservire la tribù dei chatti. Dopo una drammatica battaglia, il suo amico e compagno fraterno, Quinto Decio Aquilato, riesce a fare prigionieri i due principi, Ishold e suo fratello Raganhar. Ora che i nemici sembrano essere domati, un pericolo ancora più insidioso incombe su Aquilato, qualcosa che lui non avrebbe mai pensato di affrontare …  Inizia così un amore impossibile tra un guerriero valoroso e una donna forte e caparbia divisi dai confini degli uomini ma non da quelli del cuore.




Il biondo Aquilato, immagine d'Apollo in terra, come dicono molti personaggi dei due libri, mi aveva conquistato già nel primo libro della serie. La sua dolcezza era apparsa, chiara e lampante, già con Giulia e il forte contrasto tra lui e Rufo mi aveva colpita. Insomma mi ero innamorata di questo batavo allegro e tenero, oltre che forte e virile eh!, già da tempo. 
Quindi ho iniziato la lettura di Roma 42dc con una certa apprensione, rischiavo di essere delusa dal mio conquistatore germano, romano naturalizzato, o dalla sua patner. Dovevo andarci piano con le aspettative.
Ma la Castellano si è dimostrata scrittrice di razza buona. Di quelle che più che fare il bis di successo, migliorano di libro in libro.
Già dalle prime pagine ci si immerge totalmente nella lettura e sembra di essere con loro, nelle foreste germaniche, a scappare insieme ad Ishold. Che paura quando l'avevano attorniata e schiacciata al masso... ma sapevo che l'eroe sarebbe arrivato in tempo. C'erano altre 400 pagine circa da leggere e nessuno aveva scoperto ancora che era una donna e non un ragazzino.
L'amore tra i due protagonisti cresce veloce ma profondo e si salda nei loro cuori, loro malgrado, prima che diano sfogo alla forte attrazione. Quindi la loro prima volta è densa di sentimento oltre che di passione. Sono due personaggi determinati e il loro essere volitivi li fa avvicinare piuttosto che respingere, anche se ci son sempre scintille.

Due complimenti speciali all'autrice.
Dal primo romanzo ci si sarebbe aspettati Giulia (la cugina di Livia) come compagna di Aquilato. Ma lei ha saputo risolvere questa aspettativa in modo magistrale e poche battute.
Rispetto al primo romanzo, questo è molto più erotico. Resta un romanzo d'amore storico eh!, però le scene sensuali, e sessuali, sono molte di più e anche illustrate in modo sapiente. Ovviamente quelle tra i protagonisti sono molto più poetiche rispetto alle altre, aggiungendo romanticismo ai bollenti spiriti.
Non voglio anticipare troppe cose, ma ci sono due personaggi da tenere d'occhio, soprattutto in vista dei prossimi volumi della serie: Messalla e Raghanar. Due uomini fantastici!
Meravigliose poi le panoramiche su Roma. L'esaltazione dell'opera ingegnieristica e architetturale del tempo è fantastica e veritiera. I romani erano molto più civilizzati di molti popoli a seguire (nel tempo). 

Solo due piccoli appunti, che non intaccano il giudizio generale, nè il valore del libro:
   più attenzione con le virgole; ci sono dei periodi, anche lunghi, che non hanno molti respiri. In realtà li ho 
         trovati proprio perchè sono frasi molto belle e le ho rilette ad alta voce. Ma alla fine ero senza fiato;
   la voce narrante onnisciente è un po' antipatica. Riuscire a dare il punto di vista di tutti i personaggi, senza 
       sbagliare o incrociarsi, è difficile lo so ma molto piacevole per il lettore. Però leggere che in seguito 
       questa o quell'azione avrebbe comportato qualcosa non è altrettanto simpatico.

Infine una nota sull'amicizia. Dopo l'amore è un sentimento molto forte nel romanzo e, per quello che ricordo dei romani, tenuto molto da conto da quei grandi guerrieri.Si respira quella tra Marco e Quinto, come una corazza, una rete di salvataggio, una certezza che fa essere migliori!
Cinque stelle su cinque. Davvero consigliato!






Hanno scritto su Roma 40 d.C., Destino d’amore:
“Questo romanzo buca le pagine con una di quelle storie destinata a rimanere con noi, per anni a venire.” La Mia Biblioteca Romantica
“Un romanzo da non perdere, che vi trascinerà per i capelli senza chiedervi il permesso. Un motivo in più per essere orgogliosi dei nostri nuovi talenti narrativi italiani.” Romanticamente Fantasy


Adele Vieri Castellano ha pubblicato per Leggereditore il suo primo romanzo storico, Roma 40 d.C., Destino d’amore, dopo aver vinto il concorso di racconti indetto dalla stessa casa editrice nel 2011. Nata a metà degli anni Sessanta, ha vissuto per anni in Francia e ha due punti ben saldi nella sua vita: la lettura e la scrittura. Vive a Milano, con tre gatti e un computer portatile. Nonostante le traduzioni, l’editing di libri, gli articoli e i romanzi che affollano le sue giornate, non dimentica mai le amiche. Perché senza di loro, il suo sogno non si sarebbe realizzato.




domenica 24 febbraio 2013

Colpevole d'amare di J.R.Ward





J.R. Ward(alias Jessica Bird)
Colpevole d’amare
Pagine 352
10 euro
Traduzione di Cristina Ingiardi
in libreria dal 17 gennaio

Dopo il successo di Una donna indimenticabile, il nuovo entusiasmante romanzo di J.R.Ward, autrice della serie best seller La Confraternita del Pugnale Nero.
Jack Walker è finalmente pronto per smettere i panni di playboy e abbandonare il famigerato passato da ‘cattivo ragazzo’, così, con grande gioia di sua madre, si fidanza con una ricca donna. E ora la madre può portare avanti i suoi piani per farlo diventare, un giorno, governatore del Massachusetts. Anche i migliori piani però spesso falliscono, e in questo caso la causa del deragliamento è la restauratrice Callie Burke. Nel momento in cui Jack posa gli occhi su di lei, si dimentica di tutto, anche della sua fidanzata praticamente perfetta. Dopo aver acquistato a un’asta il ritratto di uno dei suoi antenati, Jack assume Callie e la fa trasferire a casa sua, in modo che possa lavorare al restauro del prezioso dipinto senza alcuna interruzione. Ma, inaspettatamente, sia Callie che il dipinto nascondono dei segreti inconfessabili, che metteranno alla prova una passione incontenibile in grado di superare ogni razionalità.


J.R.Ward ha costruito una trama semplice, ma coinvolgente e molto verosimile, su due protagonisti complessi e con un background tutto da scoprire.
Non siamo ancora ai livelli della passione e della consistenza della serie che le ha dato il successo, La Confraternita del Pugnale Nero, ma la storia riesce già a conquistare il lettore e portarlo con sè tra le pagine, a soffrire e gioire con i personaggi, quasi fossimo anche noi parte della storia.
Mi sarebbe piaciuto tanto che il mistero da svelare prendesse più spazio e anche che avesse un ruolo più determinante. Però l'idea mi è parsa simpatica.
Inoltre come potevo non simpatizzare con un protagonista che soffre del mio stesso disturbo. Come non comprenderlo quando si lamenta del mal di denti dovuto allo strofinìo da stress? Pura empatia.
Tutto sommato è una lettura piacevole che consiglio anche alle fan dei suoi vampiri. 


J.R. Ward ha raggiunto il successo con le serie La Confraternita del Pugnale Nero e Gli angeli caduti. Ogni sua uscita scala le classifiche del New York Times e quelle dei principali Paesi europei, fra i quali Francia, Germania e Spagna. In Italia le sue serie vengono pubblicate, con enorme favore dei lettori, da Rizzoli e Mondolibri.

“Un romanzo per chi apprezza le sensazioni forti! ” Romantic Times
“J.R. Ward è una certezza assoluta!” Publishers Weekly